Dispositivi chirurgici innovativi per il trattamento delle ernie addominali

Prof. Giuseppe Amato

dalla ricerca scientifica al tavolo operatorio

Ogni dispositivo ideato dal Prof. Amato è il risultato di un lungo percorso che parte dalla ricerca scientifica di base, alla sperimentazione sul modello animale continua con lo studio istologico ed immunoistochimico per infine approdare all’applicazione clinica.

Dalla sperimentazione su animale all’applicazione clinica per il trattamento delle ernie

Gli studi condotti sulla fisiologia e sulla patogenesi delle ernie addominali, arricchiti da indagini di anatomia funzionale e di istologia della parete addominale su pazienti e su preparati anatomici, hanno permesso di chiarire i meccanismi degenerativi che portano alla formazione delle protrusioni erniarie.

Pubblicazioni scientifiche e basi teoriche dell’innovazione chirurgica

Queste conoscenze hanno trovato conferma in un’ampia produzione di articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali ad alto impatto, creando una solida base teorica per l’innovazione chirurgica. 

Da queste ricerche nasce un concetto rivoluzionario per la cura delle ernie addominali, fondato sulle peculiarità fisiologiche della parete addominale e sulle nuove acquisizioni riguardanti la patogenesi degenerativa che ne è alla base.

Lo scaffold dinamico rigenerativo: un nuovo paradigma nella cura delle ernie

Un punto cruciale riguarda la risposta biologica ai materiali protesici, che cambia in modo sostanziale a seconda che il design della protesi rispetti o ignori la patogenesi della malattia

Le protesi tradizionali, con conformazione piana, statica e passiva, trascurano i meccanismi degenerativi alla base dell’ernia e inducono una risposta infiammatoria cronica, caratterizzata da granuloma da corpo estraneo e fibrosi cicatriziale. Questo tipo di reazione, pur assicurando una certa stabilità meccanica, altera la fisiologia dei tessuti, compromette la naturale mobilità della parete addominale e rappresenta una delle principali cause di dolore postoperatorio e recidiva.

Il principio della rigenerazione: come cambia la risposta biologica

Al contrario, quando lo stesso materiale viene modellato in una struttura 3D a risposta dinamica, capace di adattarsi e partecipare ai movimenti della parete addominale, la protesi si allinea con la patogenesi degenerativa dell’ernia. In questo modo non prevale più l’infiammazione, ma si attiva un processo rigenerativo: i fattori di crescita tissutali promuovono la formazione di nuove fibre muscolari, terminazioni nervose e vasi sanguigni, restituendo alla parete addominale sia integrità strutturale sia funzionalità biologica

Dalla teoria alla pratica: sperimentazione e validazione clinica

Una volta sviluppato il design ed elaborati i prototipi, il passaggio successivo è stato la sperimentazione animale su modello porcino, che ha consentito di validare la sicurezza e l’efficacia delle soluzioni ideate, fino ad arrivare all’impiego clinico in sala operatoria.

La filosofia che guida queste invenzioni è rivoluzionaria: non limitarsi a “coprire” il difetto erniario con una protesi che ignora i meccanismi patogenetici, ma introdurre dispositivi in grado di dialogare con essi, favorendo la rigenerazione dei tessuti, ripristinando la dinamica naturale della parete addominale e riducendo al minimo l’impatto sull’organismo.

DISPOSITIVI CHIRURGICI PER LA CURA DELLE ERNIE ADDOMINALI

DISPOSITIVI CHIRURGICI

Il primo Scaffold Dinamico Rigenerativo

Lo scaffold dinamico rigenerativo ProFlor utilizza un nuovo concetto per il trattamento dell’ernia inguinale, grazie al suo innovativo design consente una totale integrazione con i movimenti inguinali. Questa risposta dinamica favorisce la rigenerazione di tutti i componenti tissutali della parete addominale. La sua esclusiva espansione centrifuga ne facilita l’impianto nel difetto erniario senza uso di punti di fissaggio o suture. 

Seconda generazione di scaffold dinamici rigenerativi

Lo Stenting & Shielding (S&S) Hernia System è la naturale evoluzione del ProFlor e rappresenta la seconda generazione di scaffold dinamici rigenerativi: un dispositivo concepito per essere impiantato in pochi secondi, senza dissezione tissutale e senza manovre traumatiche, con un approccio mini-invasivo e altamente sicuro.

La protesi tentacolare a posizionamento atraumatico senza fissaggio

La protesi Octomesh, ideata dal Prof. Amato per la riparazione di ernie ventrali ed incisionali, rappresenta un’evoluzione pratica e versatile.
Grazie ai suoi “tentacoli” integrati, Octomesh si ancora stabilmente senza bisogno di punti di fissaggio, riducendo così dolore post-operatorio e rischio di complicanze.

Domande frequenti sui dispositivi chirurgici innovativi per il trattamento delle ernie

FAQ

La chirurgia rigenerativa permette di ripristinare la funzionalità naturale e ricostituisce la struttura degenerata della parete addominale, riducendo il dolore postoperatorio e il rischio di recidiva.
L’approccio non è solo meccanico, ma biologico: stimola il corpo a guarire attraverso i propri processi naturali.

Ogni dispositivo innovativo viene sottoposto a una rigorosa sperimentazione preclinica su modelli animali, seguita da una validazione clinica.
Questo processo garantisce che i dispositivi siano sicuri, efficaci e pienamente compatibili con i tessuti umani.

Le protesi tradizionali, avendo una struttura piatta e rigida, non rispettano i movimenti fisiologici della parete addominale.
Questo genera infiammazione cronica, fibrosi e tensione sui tessuti, fattori che contribuiscono a dolore persistente e recidiva dell’ernia.

Il futuro della chirurgia rigenerativa è orientato verso dispositivi sempre più bioattivi e personalizzati, in grado di interagire con la biologia del paziente e di promuovere una guarigione naturale e duratura.
Si tratta di un’evoluzione che trasforma la chirurgia da riparativa a realmente rigenerativa.

Chirurgia innovativa per il benessere dei pazienti

Prof. Giuseppe Amato

Il Prof. Giuseppe Amato è un chirurgo generale, riconosciuto a livello internazionale per le sue ricerche sull’ernia addominale e per lo sviluppo di tecniche e dispositivi che hanno rivoluzionato il trattamento di questa patologia. 

Alla base del suo lavoro ci sono rigore scientifico, attenzione alla persona e un costante impegno nell’offrire soluzioni sicure, minimamente invasive e orientate alla qualità di vita dei pazienti. 

La sua attività coniuga esperienza clinica e ricerca, dando vita a dispositivi innovativi come ProFlor e lo Stenting & Shielding Hernia System, progettati per favorire la rigenerazione dei tessuti e ridurre al minimo le complicanze.