Prof. Giuseppe Amato

Interventi su ernie a Roma e Palermo

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Il Prof. Giuseppe Amato è il pioniere delle più moderne tecniche chirurgiche per la cura delle ernie della parete addominale. Dopo anni di ricerca scientifica e sperimentazione ai più alti livelli, ha elaborato innovativi concetti per la cura di queste diffusissime patologie, operando principalmente, ma non esclusivamente, nelle città di Roma e Palermo.

Il Prof. Amato ha inventato la protesi dinamica 3D per la terapia dell’ernia inguinale, elaborando poi la relativa tecnica chirurgica di riparazione dinamica della protrusione erniaria.

La protesi dinamica 3D utilizza un nuovo concetto di trattamento dell’ernia grazie alla totale integrazione  con i movimenti inguinali. La sua esclusiva espansione centrifuga ne  consente l’impianto senza punti di fissaggio o suture. 

protesi dinamica 3d

La protesi dinamica 3D a tutt’oggi è l’unica che cura le cause della patologia erniaria poiché contrasta efficacemente la patogenesi della malattia. Infatti alla degenerazione della regione inguinale causata dalla malattia contrappone  una risposta biologica probiotica che in poco tempo porta alla rigenerazione delle strutture della parete inguinale

 

  • La patogenesi dell’ernia inguinale: degenerazione dei tessuti causata dall’impatto viscerale cronico.

Negli ultimi decenni l’attività professionale e scientifica del Prof. Amato, si è concentrata sulla chirurgia della parete addominale sulle ernie ventrali e laparoceli, ma in particolare sulle ernie inguinali. Il Prof. Amato ha focalizzato le sue ricerche su questi temi sviluppando concetti innovativi sulla patogenesi, per molti ancora ancora ignota, delle ernie inguinali. In diversi articoli pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche mondiali ha potuto dimostrare che l’ernia è causata da una specifica degenerazione delle strutture della regione inguinale derivante dall’impatto dei visceri sulla parete addominale e alla compressione cronica che ne consegue. (1 -7)

 

  • Un concetto rivoluzionario – La protesi dinamica 3D per curare la malattia di una delle aree più dinamiche del corpo umano: l’ernia inguinale.

Considerando gli aspetti di fisiopatologia ed anatomia funzionale della regione inguinale, dopo una proficua sperimentazione su modello animale, il Prof. Amato ha sviluppato la rivoluzionaria protesi dinamica 3D ProFlor in polipropilene per la cura delle ernie inguinali. (8) La protesi dinamica ProFlor sembra essere a tutt’oggi l’unico dispositivo che consente di trattare la protrusione erniaria nel rispetto della fisiologia della regione inguinale. (9, 10)  

 

  • La protesi dinamica 3D rispetta la fisiologia della regione inguinale.

Questo dispositivo multilamellare 3D di nuova concezione, inventato dal Prof. Amato e prodotto su licenza negli USA, si inserisce senza alcun fissaggio (punti o altro) nel difetto erniario, lo oblitera definitivamente, è comprimibile con memoria e si muove in sintonia con la regione inguinale. Inoltre, posizionato in profondità nel contesto della struttura miotendinea inguinale, non viene percepito dal paziente che fin da subito si può muovere senza difficoltà. Il tutto nel pieno rispetto della dinamica della regione inguinale che non viene ostacolata anzi, assecondata! Questo concetto è assolutamente in antitesi con quello della protesi convenzionale, in pratica una sottile retina di materiale sintetico (polipropilene o similare), quasi sempre fissata alla muscolatura inguinale con punti di sutura o altri sistemi di fissaggio. Il fissaggio delle protesi convenzionali sulla muscolatura è in palese contrasto con la dinamica della regione inguinale e non sempre è efficace: a volte già dai primi movimenti i punti lacerano i tessuti provocando dolore, sanguinamenti, ematomi. Senza fissaggio è possibile la migrazione della protesi, che può facilitare l’insorgenza di recidive. Al contrario, la protesi dinamica 3D viene inserita nel difetto erniario e vi si stabilizza grazie alla forza centrifuga esercitata dalle sue lamelle. Non c’è bisogno di punti di fissaggio!

 

  • La protesi dinamica 3D cura le cause della malattia erniaria.

Ma la proprietà più eclatante della protesi dinamica multilamellare 3D è la risposta biologica indotta dalla sua esclusiva e specifica attitudine alla compressione e rilasciamento in sintonia con la parete inguinale. La protesi ProFlor, muovendosi all’unisono con la regione inguinale richiama nel suo contesto fattori di crescita che in poche settimane producono la rigenerazione dei tessuti degenerati dalla malattia, attivando un processo di ristrutturazione tissutale che porta alla ricrescita nel contesto della protesi 3D dei tessuti inguinali deteriorati: fibre muscolari, fibre elastiche, arterie, vene e, addirittura, nervi. Questi nuovi elementi cresciuti all’interno della protesi dinamica sono del tutto simili a quelli normalmente presenti nella parete addominale. (8, 11, 12) In sostanza si ha una vera e propria rigenerazione. Questo effetto rigenerativo è finalmente in linea con quello che dovrebbe essere il vero scopo della terapia: bloccare la degenerazione indotta dalla malattia e attivare la ricrescita dei tessuti degenerati ripristinando la barriera inguinale con tutti i suoi componenti. Attualmente nessuna altra protesi per la cura dell’ernia inguinale ha dimostrato produrre simili effetti probiotici.

 

  • Risposta biologica: confronto tra protesi dinamica 3D e le protesi convenzionali.

La differenza tra la risposta biologica della protesi dinamica 3D con quelle convenzionali è notevole. Le retine convenzionali dopo poche settimane iniziano a produrre un callo fibroso cicatriziale, duro, irregolare ed anelastico che porta la protesi a raggrinzirsi accorciandosi. (13, 14) La placca cicatriziale, del tutto simile ad un granuloma da corpo estraneo, sfregandosi sul pavimento inguinale può dare origine al fastidioso discomfort spesso lamentato dai pazienti anche dopo anni dall’intervento. Il callo fibroso tipico delle protesi convenzionali è anche indicato come una delle cause del famigerato dolore cronico, un evento che può sconvolgere la vita dei pazienti. (15, 16) Per comprovare le notevoli differenze del tessuto incorporato nei due tipi di protesi, convenzionale statica e 3D dinamica, il Prof. Amato ha svolto una ricerca scientifica comparativa sulla risposta biologica dei due tipi di protesi a breve, medio e lungo termine. Questa esperienza scientifica ha messo in risalto la netta superiorità della risposta biologica della protesi dinamica 3D rispetto quella delle protesi statiche convenzionali. La ricerca scientifica comparativa ha evidenziato che nel tempo la protesi piana convenzionale diventa un misto di callo e materiale plastico amorfo mentre la protesi dinamica 3D è incorporata da un massa carnosa ben vascolarizzata che non rende possibile riconoscere la struttura originaria della protesi.

protesi dinamica 3d e protesi convenzionaleNella foto qui a lato la differenza tra le due protesi alcuni mesi dopo l’impianto è evidente. Le foto ritraggono una biopsia della protesi dinamica 3D ed una protesi statica convenzionale espiantata per recidiva. La struttura della protesi dinamica 3D non è più riconoscibile perché inglobata da tessuto carnoso ben vascolarizzato. La protesi convenzionale statica appare invece come un pezzo tessuto ripiegato e indurito da callo cicatriziale. La differenza è notevole: carne viva contro un pezzo di stoffa dura!

Per chi volesse approfondire l’argomento, l’articolo scientifico è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Artificial Organs con il titolo: “Biologic response of inguinal hernia prosthetics. A comparative study: conventional static meshes vs. 3D dynamic implants.” (12)

 

  • Protesi dinamica 3D: netta riduzione del dolore postoperatorio e delle complicanze chirurgiche.

Grazie alla protesi ProFlor è stato possibile ridurre drasticamente il dolore postoperatorio e le tipiche complicanze delle ernioplastiche inguinali con protesi convenzionali. Come già evidenziato, una notevole percentuale di queste complicanze sono causate dal fissaggio delle protesi convenzionale con suture o simili. Al contrario, la protesi dinamica 3D viene inserita in modalità compressa nel difetto erniario e vi si espande per obliterarlo definitivamente, è autostatica e non ha assolutamente bisogno di fissaggio. Quindi, logicamente, tutte le complicanze causate dal fissaggio della protesi semplicemente non esistono. In aggiunta, per ridurre ulteriormente il dolore postoperatorio anche la cute viene suturata con la tecnica intradermica totale a nodi autoserranti (senza punti esterni) elaborata dal Prof. Amato. (17) Questo tipo di approccio nella chiusura della ferita, oltre ad ridurre il dolore postoperatorio, si è dimostrato molto utile nella prevenzione delle infezioni postoperatorie limitando le medicazioni postoperatorie ad una sola, perché essendo del tutto assenti non c’è alcuna necessità di asportare punti esterni alla cute.

 

Altre soluzioni innovative inventate dal Prof. Amato per la cura delle ernie ventrali e laparoceli

vhr implantIl Prof. Amato ha anche inventato la protesi tentacolare per la cura delle ernie della parete addominale (laparoceli, ernie ombelicali ed epigastriche). La tecnica chirurgica da lui elaborata consente oggi di risolvere queste diffuse patologie con incisioni di limitate dimensioni ed un trauma chirurgico notevolmente ridotto, senza necessità di fissare la protesi. Ciò è possibile grazie al particolare design della protesi le cui propaggini, inserite attraverso la parete addominale, consentono un posizionamento definitivo senza punti di sutura, utilizzando il principio della frizione tissutale.

I moderni presidi protesici e le innovative tecniche chirurgiche elaborate dal Prof. Amato hanno consentito una drastica riduzione delle complicanze di questi interventi chirurgici. Grazie alla sua specifica e ampia esperienza nel campo della cura delle ernie con le protesi da lui inventate, il Prof. Amato è considerato il maggiore esperto nell’utilizzo delle tecniche chirurgiche che lui stesso ha concepito. Queste tecniche sono state validate scientificamente da numerosi articoli pubblicati nelle più importanti riviste scientifiche mondiali.

 

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Referenze bibliografiche

  1. Amato G. et al. Histological findings of the internal inguinal ring in patients having indirect inguinal hernia. Hernia 2009;13(3):259-62.
  2. Amato G. et al. Nerve degeneration in inguinal hernia specimens. Hernia 2011;15:53-58.
  3. Amato G. et al. Damage to the vascular structures in inguinal hernia specimens. Hernia 2012; 16:63–67.
  4. Amato G. et al. Muscle degeneration in inguinal hernia specimens Hernia 2012;16(3):327-331.
  5. Amato G. et al. Histological findings in direct inguinal hernia. Hernia 2013; 17(6):757-63.
  6. Amato G. et al. Combined inguinal hernia in the elderly. Portraying the progression of hernia disease. Int J Surg 2016;33 Suppl 1:S20-9.
  7. Amato G. et al. The septum inguinalis: a clue to hernia genesis? Journal of investigative Surgery – 2018 Ahead of publication
  8. Amato G. et al. A new prosthetic implant for inguinal hernia repair: its features in a porcine experimental model. Artificial Organs 2011; 35(8):E181–E190
  9. Amato G. et al. Fixation-free inguinal hernia repair using a dynamic self-retaining implant. Surg Technol Int 2012; 30;XXII:22/17
  10. Amato G. et al. Dynamic inguinal hernia repair with a 3d fixation-free and motion-compliant implant: a clinical study. Surg Technol Int. 2014 Mar;24:155-65
  11. Amato G. et al. Neomyogenesis in 3D dynamic responsive prosthesis for inguinal hernia repair. Artif. Organs 2018 – Ahead of publication
  12. Amato G. et al. Biologic response of inguinal hernia prosthetics: a comparative study of conventional static meshes versus 3D dynamic implants. Artif Organs. 2015 Jan;39(1)
  13. O’Dwyer PJ. et al. Randomized clinical trial assessing impact of a lightweight or heavyweight on chronic pain after inguinal hernia repair. Br J Surg 2005; 92:166-70
  14. Rutkow IM. Et al. Mesh plug hernia repair: a follow-up report. Surgery 1995; 117: 597–598.
  15. Amid PK. Causes, prevention, and surgical treatment of postherniorrhaphy neuropathic inguinodynia: Triple neurectomy with proximal end implantation. Hernia 2004; 8: 343–349
  16. Aasvang E. et al. Surgical management of chronic pain after inguinal hernia repair. Br J Surg 2005; 92: 795–801
  17. Amato G. et al. Suture intradermiche totali. G Chir 2010 Vol. 31 – n. 1/2 – pp. 48-54